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L’implantologia e lo Split Crest

implantologia e Split Crest

Si possono perdere dei denti per i più svariati motivi, come carie mal curate o traumi. E si possono avere delle dentature incomplete anche per la mancanza congenita dell’elemento che sostituisca quello deciduo al momento della caduta.
Quale che sia la motivazione, un sorriso con dei “buchi” è spesso vissuto come un piccolo grande dramma dal paziente .
Il problema è sia di carattere estetico sia meccanico. Una dentatura incompleta non è solo brutta ma anche deficitaria dal punto di vista masticatorio.

Qual è la soluzione migliore per risolvere tale disagio? L’implantologia intraossea.
La branca dell’odontoiatria che si occupa dello studio, lo sviluppo e l’impianto di protesi stabili e definitive da inserire direttamente all’interno delle ossa mascellari.

Questo tipo di protesi, sviluppatesi enormemente negli ultimi trent’anni, rappresenta un’ottima soluzione per i pazienti che, a fronte di interventi non troppo invasivi e di una spesa importante ma non proibitiva, possono tornare a vivere senza più problemi, senza alcun pensiero, oltre a quello di mantenere, ovviamente, una pulizia dentale adeguata.

Ma non tutti i soggetti hanno una condizione anatomica adatta per l’inserimento e il mantenimento stabile di una protesi. Ad esempio, un’eccessiva atrofia ossea può rendere impossibile il posizionamento di un impianto. Ed è per questo motivo che, prima di progettare una protesizzazione, è necessario svolgere le opportune indagini radiologiche e, nel caso di risultati negativi di quest’ultime, eseguire un intervento di rigenerazione ossea.

Si possono eseguire operazioni di differenti tipi, ma una delle tecniche in grado di garantire i risultati migliori in questo campo è sicuramente quella dello split crest, che agisce sulle creste ossee aumentandone lo spessore di circa 5 mm.

Prima di procedere con l’intervento è necessario assicurarsi che le creste mascellari del soggetto rispondano a tre requisiti fondamentali:

  1. La zona midollare, compresa tra le due corticali, deve contare uno spessore minimo di 3 mm.
  2. L’osso crestale deve essere alto almeno 1 cm (10 mm).
  3. La cresta non deve essere troppo inclinata verso l’esterno.

Una volta assicuratisi che le creste mascellari del paziente siano adatte, si può eseguire l’intervento.
Intervento in cui si distinguono tre stadi:

  1. Osteotomia sagittale
    Una sezione dell’osso con andamento parallelo a quello dei denti.
  2. Separazione
    Distacco chirurgico della corticale vestibolare (la parete esterna della cresta) dalla corticale palatale (la parete interna della cresta).
  3. Spostamento
    Spinta verso l’esterno della corticale vestibolare.

Una volta eseguita questa operazione, i tessuti hanno bisogno di un certo periodo di tempo per guarire e stabilizzarsi. Circa lo stesso periodo necessario per la guarigione di una normale frattura ossea.

Infine, il soggetto sarà pronto per un’endoprotesizzazione, che gli garantirà un bel sorriso ed una perfetta masticazione.

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